


"al di là di me stessa, in un luogo che ignoro, aspetto il mio arrivo"

Il primo compleanno di cui ho memoria è stato nel lontano 1969. Allora compivo 6 anni. La mia tata mi organizzò la prima festa di compleanno.
Il 1° maggio mi è sembrato giusto lavorare a casa… Anche perché venivo da una notte brava con la mia amica Maria Antonietta e avevo voglia di bighellonare e chiacchierare con la mia mamma (leggi io la rincretinisco di discorsi e lei cerca di sembrare interessata…)
Amore, indefinibile per definizione
“Buon San Valentino.”
“Perché?”
“È un augurio Miry, nessun riferimento a fatti e/o persone realmente esistite…”
“Ah, va bene. Ora posso tornare a dormire?”
Non sono mai di buon umore la mattina presto.
E soprattutto non capisco perché proprio a me – zitella classica da manuale con gatto al seguito e forte spirito di indipendenza – conoscenti e amici si sentano in dovere di fare gli auguri il 14 febbraio.
L’unica volta in cui mi sono azzardata a chiederlo la risposta mi ha spiazzato.
L’amore è follia?
Un delirio ispirato dagli dei, un sentimento misterioso, esoterico e trascendente fatto di gioia e di tormento?
O ancora un’emozione “non definibile” per definizione come sosteneva Platone?
Molti anni fa, innamorata e china sui libri, sorridevo del filosofo greco, segretamente compiaciuta di essere arrivata, come
Quando sei giovane l’amore raggiunge vette altissime, produce uno sconvolgimento radicale della sensibilità della mente e del cuore, una fusione totale fra due persone diverse e lontane, un’esperienza sublime, una scoperta del proprio cammino implicitamente identico a quello del partner.
Ma nessun amore può restare immutato, in esso si deve ripercorrere innumerevoli volte l’esperienza della perdita e del ritrovamento, dell’esilio e dell’arrivo alla terra promessa. Perché l’amore, come mi è stato insegnato, è un continuo cercare e un continuo ritrovarsi.
Accade, talvolta, di ritrovarsi diversi, schierati su un avverso campo di battaglia. Duellanti in un duello insostenibile. È difficile abbassare le armi e voltare le spalle. Crescere, cercare una nuova identità., dare voce alla disperata voglia di vivere che ci avvinghia.
Ma avete mai ascoltato la definizione di amore di Hegel?
Avete mai ascoltato una voce suadente che vi invita a sciogliere la diversità nell’uno, ad annullare il proprio essere, a perdere se stesso nell’altro mentre vi sta osservando dentro l’anima? Dentro la maschera?
Qualche volta, succede persino di ritrovare un amore lasciato andare e, allora, come nella canzone di Giovanna, siamo felici che sia felice, eppure ci domandiamo con una punta di melanconia, perché stia sorridendo senza di noi.
“Buon San Valentino anche a te.”
“Grazie Miry.”
Buon San Valentino a chi è innamorato, a chi crede di esserlo, a chi teme di esserlo.
Buon San Valentino a chi non è mai stato innamorato, a chi crede che non potrà esserlo mai più.
Coordinate emozionali
L’avevo chiesto io quindi… Non mi posso tirare indietro.
Le mail e i messaggini li ho tutti inseriti in un file e ricopiati in azzurro in un bel quadernetto. Li posterò, promesso.
Oggi comincio con una recensione “seria”. Pare strano eh? Sì, anche a me, ma in un'altra vita devo avere acquisito qualche punto…
La strega canta castelli di ghiaccio e vive tra botole segrete
Solitamente si scrive una recensione perché ci viene richiesta, è sempre uno stimolo esterno – editore, autore, redazione – a suggerire, insomma, di scrivere di un libro piuttosto che di un altro in un determinato momento.
Ma perché questa regola sia valida servono le dovute eccezioni.
Sono io che acquisto il libro, sono io che contatto l’autrice.
Colpito. Affondato. Trafitto da spade di rose sguainate da una sensuale, candida strega d’autunno.
Rispetto al precedente libro Stelle di pietra e muri di cristallo uscito nel 2005, si avverte un cambiamento di rotta notevole in fatto di intensità emotiva e forza lirica.
In comune i due libri hanno solo l’autore della copertina che spoglia la prima dama del suo virginale abito bianco per rivelarla nuda a occhi impietosi.
“Originale abbinamento di termini nel titolo del suo libro. Come riesce una strega a essere candida?”
“Una strega è sempre candida.”
“Nel senso che non ha nulla da nascondere?”
“Tutti abbiamo qualcosa da nascondere. Candida nel senso che ciò che è lo è senza malizia, alla luce del sole.”
“Del sole d’autunno…”
“L’unico sole che non teme il gelo…”
“Nelle sue poesie ricorre spesso l’immagine di una rosa. A volte rabbiosa, a volte usata come spada, altre tessuta come una ragnatela. Da cosa nasce questa simbologia?”
“Dai telefilm della famiglia Addams, ha presente quando Morticia taglia di netto la testa delle rose e le piazza nel vaso chiacchierando amabilmente con Gomez?”
“Mi sfugge il nesso…”
“Una rosa è sempre una rosa, bella, temeraria, con o senza spine, con o senza bocciolo. Anche la vita è così, bella e temeraria con o senza speranze, con o senza illusioni.”
“Dicono di lei che sia una persona profondamente triste e sola. Si riconosce in questa descrizione?”
“Non credo che questa sia la descrizione che viene data di me, questa è talvolta l’impressione che qualcuno trae leggendo le mie poesie. Ma nelle poesie si legge solo ciò che abbiamo dentro…”
“Da dove nasce l’idea di inserire un filo conduttore che leghi le poesie?”
“Volevo far sentire tutta la bellezza di un tunnel, che per quanto possa essere buio e freddo conduce sempre verso
Il buio è tutta la mia luce.
“Perché secondo lei la poesia vende poco?”
“La poesia seleziona i lettori, perché ha come oggetto in sé qualcosa di inquietante, e per questo vende poco.”
Emerge, dalla lettura di Candida strega d’autunno una felice disposizione stilistica che, pur nell’originalità del dettato, si confronta con la tradizione letteraria e poetica, cogliendone i frutti migliori nell’essenzialità dell’espressione e nella forza simbolica del testo.
Il linguaggio moderno e personale, la scorrevolezza del dettato, valorizzano l’itinerario espressivo sottolineando i contenuti del testo.
Si sente la necessità dell’esperienza, in cui la poesia si manifesta come pensiero arcaico, senza mediazioni razionali che ne annientino l’efficacia emozionale.
L’autrice affronta con inquieta lucidità, attraverso la poesia, una riflessione sulla solitudine.
La tematica, complessa e ricca di possibili riferimenti culturali – alcuni dei quali espressamente citati - sarei forse più sola senza la mia solitudine recita una delle mie poesie preferite viene però considerata soprattutto in chiave esistenziale e trova rispecchiate nelle sfumature espressive le diverse articolazioni di un pensiero arguto, che supera la dimensione autobiografica della lirica per una scrittura essenziale ma non rarefatta. La forza icastica delle immagini, la profondità dei simboli, l’accortezza lessicale, la musicalità dei versi testimoniano uno stile incisivo e modernissimo, una scrittura che si impone nel panorama complesso e variegato della poesia contemporanea.
Un testo ricco di emozioni ma sempre curato stilisticamente, poiché l’autrice riesce a raccogliere nella dimensione estetica gli slanci più intensi e le vertigini dell’anima...
Sarò concubina leggiadra e disperata
sarò libellula nelle torride notti
d’estate sacerdotessa alla luna calante
giovinetta del ballo assassino.
Non avrò fra le mani
la sabbia bianca dei giorni trascorsi
non sarò lanterna, faro, fortezza.
Sarò candida strega d’autunno
girasole distratto, mantide religiosa.
Seguirò la mia sorte, implorerò
sul campo di battaglia la forza
per non tremare, mi cospargerò
di cenere e chiuderò gli occhi
nell’attesa di tornare alla vita.
Lascerò l’ombra per proteggermi
da un fragile gesto d’amore
decomposto svelato rimpianto.
Renato T. Hauser
(e da veri megalomani…fine prima parte)
Ufficialmente strega
Si è svolto tutto in sordina. In fretta, senza clamore perché così doveva essere.
Ho accampato scuse fino all’inverosimile ma alla fine ho dovuto cedere…
Corrette le bozze in una settimana, ignorato qualsiasi suggerimento – senza dubbio legittimo – rinfrancata da una copertina strepitosa e dal paziente lavoro di impaginazione – non si potrebbe spostare quella frase più in basso? …senti, c’avrei da cambiare una paio di cose… - e da una tipografia che ha realizzato il volume a tempo di record, il 16 dicembre dello scorso anno mi sono presentata al mondo ufficialmente strega anzi Candida strega d’autunno.
Desidero ringraziare tutte le persone che sono venute di domenica pomeriggio in via Cavallotti a Viareggio presso
Mi sono un po’ emozionata, c’è scappata una lacrimuccia ma, so che mi avete compresa. La presentazione di
“Gentilissima strega, ma che è uscito il tuo nuovo libro lo devo venire a sapere dai giornali?” Messaggino scritto a caratteri cubitali e inviato sul numero di lavoro…
E allora giustamente faccio ammenda per non avervi invitati tutti.
Per aver cercato un’ultima volta ancora di imboscare la strega…
Non è facile per un libro di poesie vendere. Ma, si sa la speranza di piazzarne in giro almeno un centinaio di copie in un paio di mesi, c’è… Inutile negarlo. Mai però mi sarei aspettata praticamente di esaurire la prima stampa in dieci giorni tra presentazione e ordini on line. Neanche avuta la “soddisfazione” di vendere alla libreria la Vela di Viareggio, unica libreria in Versilia ad avere il mio libro. Perché l’editore non ti distribuisce, si vergogna? Creaturine… No, è una scelta personale, basata sulla stima e influenzata dalla simpatia per il titolare e tutto lo staff.
Ad oggi, però, il libro è di nuovo reperibile e dunque, bando alle ciance e correte in libreria!!!
Resto in attesa di coordinate emozionali…
E’ permesso sparare sulla strega.
In una fredda mattina d’inverno di qualche anno fa il mio amore mi regalò questa poesia spezzandomi il cuore.
Come ogni anno è arrivata.